Hotel Bologna

La designer bolognese Giulia Boccafogli sceglie l’Hotel Touring per lanciare la nuova collezione

COMPOSIT BOCCAFOGLI

Onde, drappeggi, frange. Ma anche linee morbide dai richiami tribali. Gli ornamenti dell’architetto e designer di gioielli contemporanei Giulia Boccafogli sono tutti pezzi unici realizzati interamente a mano con pellami di recupero. Uno stile in cui il concetto di “accessorio” sembra svanire, lasciando posto all’idea di ornamento come grande protagonista. Per lanciare la sua ultima collezione spring summer 2014, chiamata Bodega Bay, la designer ha scelto la splendida cornice della sala di lettura Lucio Dalla dell’hotel Touring. Inoltre, in anteprima assoluta, è stata presentata la Capsule Collection ‘Japan Inspiration’: una nuova linea in fase di elaborazione e sviluppo, creata a partire da suggestioni e cromatismi tratti dall’immaginario giapponese. Il primo pezzo, appena realizzato per il progetto CulTress di Patrizia Finucci Gallo, è The Crane, ispirato alla Gru Giapponese. A Bologna le sue creazioni potete trovarle da Africa Design e nel suo laboratorio in via dell’Inferno 12/a.

Da cosa hai tratto ispirazione?

‘Bodega Bay’ è una piccola località di mare situata nella costa nord della California, a circa sessanta km da San Francisco. Nel 1963 Alfred Hitchcock la scelse come set per girare gran parte del suo “The Birds“. La collezione porta il nome di questo luogo e trova la sua ispirazione proprio nel piumaggio degli uccelli. Le frange, caratteristica formale della collezione, sono realizzate a mano, per conferire al pezzo quella perfetta imperfezione tipica della natura.

‘Forma Seconda’ è invece una moderna interpretazione di alcuni elementi ornamentali tipici del XIX secolo. La pelle proviene da fondi di magazzino inutilizzati, è tagliata interamente a mano e cucita su di un’anima in acciaio armonico per conferire al pezzo finale una struttura solida ed elastica al tempo stesso, dotata di una grande vestibilità. La collezione è strutturata attorno a due modelli base, declinati in varie forme e in differenti accostamenti cromatici.

Quando è nata questa passione?

E’ una passione che ho fin fa bambina e che nel tempo è diventato un lavoro a tempo pieno. Nel 2006 mi sono laureata in architettura con una tesi in tecnologia e design, affiancando il lavoro di architetto alla creazione di gioielli e accessori. Poi, la passione ha preso il sopravvento e ho lasciato la progettazione d’interni e edile. Ho partecipato a mostre, fiere specializzate come il Macef designer club nel gennaio 2008, So critical So Fashion a settembre 2011 e altre, oltre a temporary shop come Urban Life, gruppo Coin. Contemporaneamente sono nate varie collaborazioni con privati e boutique sparse in tutta la penisola e a luglio 2012 ho aperto uno studio in condivisione con la designer tessile Emanuela Paradiso, in via dell’Inferno 12/a a Bologna.

Cosa conta di più nel tuo lavoro?

Sicuramente passione, ricerca e dedizione. Progetto, disegno e realizzo personalmente ogni accessorio, utilizzando materiali di varia natura, anche se il materiale che prediligo è sicuramente la pelle, materiale versatile, che offre molteplici possibilità creative. I pellami sono di recupero e provengono esclusivamente da stock fine serie e fondi di magazzino inutilizzati. L’aspetto strutturale poi, è fondamentale come lo studio del materiale. E’  importante il calcolo dei pesi, ma anche capire come si deformano le pelli.

A Bologna dopo il ‘Senza nome’ apre ‘L’altro spazio’: primo locale a misura di non vedenti

locandina bar senza nome

Nasce a Bologna il primo locale interamente a misura di non vedenti. Si chiama ‘L’Altro spazio’ e aprirà i battenti sabato 1 marzo dalle 19 nei locali che erano del Chet Baker, in via Polese 7/b. Menù in braille, mappe tattili, ma anche audiolibri e aperitivi al buio. Questi gli accorgimenti adottati all’interno di questo nuovo spazio, unico in Italia, per integrare differenti linguaggi, visivo, tattile, verbale e non.

Funziona così: ai non vedenti viene consegnata una mappa tattile del locale per orientarsi, mentre bicchieri e posate hanno posizioni, forme ed etichette differenti così da poter essere facilmente localizzati. Nessun problema nemmeno per quel che riguarda le ordinazioni: i sordi avranno una bacheca con biglietti prestampati, mentre per i ciechi menù scritti in Braille. E ancora: audiolibri, giochi e mostre tattili. Inoltre, due volte al mese saranno organizzate cene e aperitivi al buio, corsi e incontri di sensibilizzazione sul linguaggio, al Braille e al Lis tattile. Anche la musica sarà protagonista del locale, con concerti jazz a cui parteciperanno, una volta al mese, artisti internazionali. All’ingresso poi un dispositivo in Braille raccoglierà tutti i suggerimenti che ciechi e sordociechi vorranno lasciare. E In cantiere c’è anche l’idea di un dehor per ospitare i cani guida.

Un nuovo e importante traguardo per Bologna, secondo solo in ordine di arrivo ad un’altra bellissima iniziativa sempre realizzata dall’associazione Farm, quella del locale aperto in via Belvedere 11/b e gestito da due ragazzi sordi, il “senza nome”. Un ambiente nato per integrare linguaggi differenti, che si sviluppa su due piani, con saletta fumatori e spazio all’aperto d’estate. Quando entri le alternative sono due: mettersi in gioco e sperimentare la lingua dei segni (attaccate alla porta d’ingresso ci sono le foto di come si dicono piatti e bevande in Lis) ottenendo un piccolo sconto sull’ordinazione, oppure staccare da una bacheca (chiamata ‘l’angolo del cocciuto’) il bigliettino relativo al piatto o bicchiere che si vuole ordinare e portarlo direttamente al bancone. Tante poi le iniziative: dalle cene a cappello in cui lo chef propone i propri piatti, alle merende domenicali fino ad un vino prodotto da un’azienda agricola gestita anche da alcune persone sorde

Torna ‘Io gioco, tu shopping’, il baby parking di Ascom

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Fare acquisti per le vie della città con al seguito bambini annoiati? Ormai è preistoria, perché a Bologna torna ‘Io gioco e tu shopping’, l’iniziativa lanciata da  Confcommercio Ascom Bologna, Federeventi e la Fondazione Golinelli e già testata con successo durante il periodo natalizio.

Ogni sabato pomeriggio, dall’1 marzo al 31 maggio, potrete infatti lasciare tranquillamente i vostri bimbi al laboratorio Start, sotto il Voltone del Podestà, dove cinque educatrici professioniste li intratterranno con letture, animazioni, laboratori ed esperimenti. Loro imparano giocando, e voi intanto potrete godervi qualche ora di meritato shopping. Un servizio gratuito, attivo dalle 15 alle 18.30 senza prenotazione e aperto a bambini dai tre ai dieci anni. Ogni appuntamento sarà poi caratterizzato da un diverso tema: a partire dal carnevale, alla primavera, alla creazione di regalini per la festa della mamma, fino alla Pasqua e, sabato 24 maggio, ad un laboratorio dedicato alla ‘ragazza con l’orecchino di perla’, il capolavoro di Vermeer ospitato a Palazzo Fava fino al 25 maggio.

Per una città sempre più a misura di bambino. E di mamma.

Weekend di musica, eventi e mostre per ricordare il grande Lucio

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Alle 12 esatte, le note di ‘4 marzo 1943’ vibreranno nell’aria per ricordare uno dei più grandi cantautori italiani. E’ così che domenica 2 marzo i bolognesi renderanno omaggio a Lucio Dalla, a due anni dalla sua scomparsa, spalancando le finestre di casa alla stessa ora per diffondere in tutte le vie della città le sue canzoni, a partire proprio da ‘4 marzo 1943’. ‘Una canzone per Lucio’: così l’associazione ‘Succede solo a Bologna’ ha chiamato l’evento che anticipa il compleanno del cantautore e che gli anni passati ha visto la partecipazione di oltre 10mila cittadini. Ma non è tutto, sabato 1 marzo prenderà il via una vera e propria due giorni di musica, feste, mostre e concerti fino alla spettacolare notte bianca organizzata per il 4 marzo, giorno in cui avrebbe compiuto 71 anni.

L’associazione bolognese ha organizzato domenica una visita guidata gratuita ai ‘Luoghi di Lucio’, mentre sempre in via D’Azeglio, da domenica e per 15 giorni parte la mostra di fumetti ‘Ci manchi un casino’, di Piero Stabellini, (in arte Stab), fumettista e amico di Dalla. Sempre domenica ma all’Arteria, il cantautore viene celebrato dai Garrincha Star All-Stars che suoneranno i brani  dell’album ‘Come è profondo il levare’ durante una festa ad ingresso gratuito. L’amico e musicista Beppe D’Onghia, alle 21, sul palco del Teatro Manzoni eseguirà le ‘Variazioni sinfoniche su temi di Lucio Dalla’, un concerto per pianoforte, orchestra e coro diretto dallo stesso D’Onghia.

Il 4 marzo invece, dalle 17 alle 23, l’appuntamento è ‘Sotto casa di Lucio’. I commercianti di via D’Azeglio, con il supporto di Ascom, hanno voluto infatti festeggiare la ricorrenza con una Notte bianca. Oltre ai negozi aperti, da quattro piccoli palchi distribuiti in circa 300metri quadrati di strada pedonale, giovani artisti che hanno lavorato con il cantautore, suoneranno in live le sue canzoni. Uno sarà all’inizio della via in Piazza IV Novembre, uno in Piazza de Celestini, un terzo dove D’Azeglio si incrocia con via Farini e infine nel cortile laterale di Corte Galluzzi.

Cineteca: vent’anni di cortometraggi con il festival ‘Visioni Italiane’ (26 Febbraio – 2 Marzo)

Charlie Chaplin and Movie Cameras

Vent’anni di cortometraggi, documentari, ma anche film sperimentali e opere d’esordio. Il concorso nazionale ‘Visioni italiane’, lanciato dalla Cineteca di Bologna e giunto alla ventesima edizione, festeggia dal 26 febbraio al 2 marzo un compleanno davvero importante, rendendo omaggio quest’anno al regista Carlo Mazzacurati e all’attrice bolognese Piera Degli Esposti, che sarà presente nella giornata di apertura del Festival. Qui il programma completo del Festival 2014 che, dal 26 febbraio al 2 marzo, porterà quindi le giovani produzioni indipendenti sotto le due torri.

E non è tutto. Quest’anno Cinestore, l’archivio digitale della Cineteca, si è arricchita di trenta nuove pellicole storiche portando a quota 400 i film che si possono scaricare (e guardare) gratis comodamente dal divano di casa. Basta collegarsi (http://cinestore.cinetecadibologna.it) e cliccare sulla sezione video oppure seguire le piste tracciate dai percorsi tematici. Inchieste, corto e lungo metraggi, ma non solo. Il tesoro cinematografico della Cineteca comprende anche interviste a nomi illustri del cinema italiano, come Luchino Visconti e Roberto Rossellini.

Sensation White Torna a Bologna lo Show + Spettacolare dell’anno

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Siamo felici di informarvi che torna a Bologna lo spettacolo più incredibile, più affascinante, più coinvolgente dell’anno: LA SENSATION WHITE.

I biglietti si trovano su TicketOne a 85€

Per chi non lo sapesse le Sensation Night sono dei mega party nati nelle grandi ville affittate a Bali, visti i successi questo format innavativo e davvero spettacolare è stato presto esportato in tutto il mondo.

Pagina Ufficiale

Al momento vi proponiamo stanze a partire da 45€ a notte a testa, senza colazione, ma stiamo pensando ad un offerta che comprenda anche il transfer.

Per qls informazione non esitate a contattarci.Sensation_Bologna_3 Sensation_Bologna_2

 

LE ‘INFINITE’ VIE DEL VINTAGE A BOLOGNA, TRA CAPI D’ALTA MODA, VECCHI VINILI E OGGETTI DI DESIGN

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Se pensate che serva saltare sul primo volo per Parigi per aggirarsi tra negozi e negozietti a caccia di abiti e oggetti vintage, vi sbagliate. C’è chi le friperie (così si chiamano le caratteristiche boutique parigine dove trovare abiti di seconda mano), le ha portate sotto le due torri. Sono Elisa e Cecilia, due giovani bolognesi che, in via San Vitale 49/A a Bologna, hanno dato vita ad uno spazio dove trovare cappotti, camicie, abiti firmati, vecchi maglioni di lana e tanto altro. E l’hanno chiamato proprio FRIPERIE. All’interno potete trovare un vasto assortimento di abiti di un tempo, di cui vanno letteralmente a caccia in Italia e all’estero, anticipando tendenze e riportando in vita mode che sembravano ormai sorpassate.

E non è tutto perché a Bologna le vie del vintage sono davvero infinite. Da DODIDI VINTAGE potete portare vecchi capi, borse o accessori che non indossate più e acquistarne dei nuovi. Lo spazio di via Andrea Costa 121/A è un contenitore, dove abiti del presente e del passato si incontrano per portarvi alla scoperta di vecchi stili e nuove tendenze. Curiosi? Allora fategli visita domenica 23 febbraio in occasione del prossimo evento dove, dalle 17 alle 21, in collaborazione con l’archivio storico di borse e accessori più importante d’Europa Vintage Art, sarà esposta una collezione di borse che ripercorrerà la storia di una vera e propria icona, Giuliana Coen Camerino (in arte Giuliana Di Camerino).

Un altro luogo dove fare un vero e proprio viaggio nel tempo è CROCEVIA, in via Santa Croce 11: 350 metri quadrati di abbigliamento, gioielleria, ma anche oggettistica, biancheria e abbigliamento. E non chiamatelo solo mercatino, perché Crocevia è anche un vero e proprio laboratorio di recupero di mobilio antico dove fianco a fianco lavorano un laccatore insieme ad esperti di tessuti e passamanerie. Hanno anche una linea autoprodotta che hanno chiamato ’am l’immazin’ (“me lo immagino”) e danno spazio ad artisti ancora sconosciuti come ritrattisti e pittori astratti. Un modo per sostenersi a vicenda e realizzare, appunto, un crocevia di cose, coscienze, creatività. Se cercate invece un mix tra l’atelier di moda e il salotto, DEJA-VU in via Castiglione 11/B è senz’altro il posto giusto. E’ infatti possibile gustare tisane o un buon caffè, ascoltando musica e lasciandosi catturare da abiti sartoriali, bijoux, foulard, occhiali e accessori unici, ma anche dalla vastissima collezione di borse Louis Vuitton,  capi d’alta moda e prèt-à-porter di marchi noti a livello internazionale.

E poi c’è BALEVIN VINTAGE, in via Rialto 1/B: un vero e proprio atelier made in Italy e France dove la continua ricerca di icone del passato si mescola al presente. Potete trovare abiti che hanno fatto la storia della moda, da Chanel ed Hermes, fino a Moschino e Versace, ma anche capi d’alta sartoria, vecchi vinili degli Stones, stivaletti modello Beatles, oggetti di design e tanto altro. Uno spazio che ha saputo trasformarsi anche in un vero e proprio museo dove far rivivere (anzichè lasciarli in un cassetto) oggetti del passato. Il “Polaroid Instant camera Temporary museum e shop”, racconta infatti la storia delle macchine fotografiche istantanee attraverso l’evoluzione dei modelli: da quello Barbie, a quello delle Spice Girls, alla Polaroid 1000, vera icona degli anni ’70, fino alla Polaroid sx70 Land camera Aladino. E in cantiere hanno già altri progetti come Thecnostalgia, il nome del loro prossimo museo itinerante.

A Bologna, per fare un tuffo nel passato, basta davvero solo mettersi le scarpe e  uscire.