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La natura in città. Guida ai parchi di Bologna

COMPOSIT PARCHI BOLOGNA

Correre immersi nella natura o passeggiare lungo sentieri alberati. Ma anche sdraiarsi sotto il tiepido sole primaverile, con amici o in compagnia di un buon libro. Tutto questo è possibile, anche in città. Ecco una guida ai parchi di Bologna.

Il parco più frequentato di Bologna sono sicuramente i Giardini Margherita.  Inaugurati ufficialmente nel 1879 e dedicati alla Regina Margherita, si racconta avesse indicato lei stessa quella zona come ideale per la costruzione di un’area verde pubblica. Vero e proprio polmone cittadino, si estende lungo una parte dei Viali, all’altezza di via Murri, Porta Santo Stefano e Castiglione. Al suo interno ci sono ampi viali alberati, un laghetto contornato da finte scogliere di gesso, vaste superfici a prato e boschetti di querce, un’area ristoro, una gelateria, spazi attrezzati per i giochi dei bambini, tappeti elastici, giostre, ma anche campi da calcio e basket. Oltre ad un piccolo osservatorio astronomico.

Il più antico giardino cittadino, è invece il parco della Montagnola. Si affaccia, da un lato su via Indipendenza, dall’altro su Piazza VIII agosto attraverso una bellissima terrazza scenografica. Al centro è collocata una fontana circolare, mentre tutt’intorno si snodano viali alberati e ordinati prati all’inglese. Nel 1896 la Montagnola fu arricchita con la grande scalinata monumentale che guarda verso la vecchia porta e i ruderi dell’antica fortezza di Galliera. Fra gli alberi del giardino, che ha una superficie di 6 ettari, risaltano le grandi chiome di alcuni platani.

I Giardini del guasto, realizzati da Gennaro Filippini nel 1974, sono invece un originale esempio di moderno intervento in uno dei due storici “guasti” di Bologna (l’altro è la Montagnola). Un tempo il luogo era parte del sontuoso palazzo dei Bentivoglio, poi ridotto in macerie dalla furia popolare nel 1507. Dalla piazzetta di largo Respighi, attrezzata per la sosta e ombreggiata da esemplari di ginkgo, una doppia rampa conduce al giardino vero e proprio. Nel 2000, durante un restauro, è stato poi aperto un secondo ingresso in via Del Guasto. Lo spazio pensile, rinfrescato da un percorso d’acqua, è caratterizzato da uno studiato impiego del cemento, sagomato in forme evocative del continuo variare della natura. Gruppi di aceri, alberi di Giuda, bagolari, carpini, e tassi sono disposti a corona sulle scarpate.

Villa Spada Si estende per circa 6 ettari all’estremità della stretta dorsale tra il rio Meloncello e il Ravone. Macchie di alberi e prati si alternano lungo il pendio che dalla collina di Casaglia scende su via Saragozza. A destra dell’ingresso principale cresce un boschetto semi naturale con specie tipiche della collina (orniello, carpino nero, acero campestre, ciavardello, biancospino). Nella vicina torretta medievale, secondo la tradizione, venne rinchiuso prima della fucilazione il martire risorgimentale Ugo Bassi, mentre la villa, in stile neoclassico, fu costruita dalla famiglia Zambeccari alla fine del ‘700, ed è sede del Museo Storico Didattico della Tappezzeria. Sul suo frontone campeggia lo stemma dei principi Spada, i proprietari.

Si trova alle porte di Casalecchio, ma è facilmente raggiungibile sia in bus che in auto. E’ il Parco della Chiusa, ma è noto come Parco Talon. E’ costituito da quanto rimane dei possedimenti dei marchesi Sampieri Talon, che dal ’600 costruirono ville e giardino nei terreni di loro proprietà. Dal 1975 il parco è di proprietà comunale ed è stato aperto al pubblico. Proprio di fronte al parco,  raggiungibile attraverso una passeggiata a piedi o in bicicletta, c’è il Lido di Casalecchio: una vera e propria spiaggia attrezzata come uno stabilimento balneare, ma sul fiume Reno

Tra i più estesi tra i parchi collinari bolognesi, troviamo invece Parco Cavaioni. Abbraccia il tratto iniziale della valle del Ravone, un piccolo torrente che confluisce nel Reno, ed è costituito da vaste zone a bosco e a prato e terreni ancora coltivati. I prati sono circondati da boschi misti e da arbusti. La vegetazione è formata da cerro, frassino, carpino, peri selvatici. E nel parco si trovano tre tipi di querce: il cerro, la roverella e il leccio. Tra gli arbusti invece, l’erica, il ginepro, la rosa canina e il biancospino. Affascinante poi lo stagno, che ospita infatti numerose forme di vita vegetale e animale. La storia di questo angolo di collina ha sempre coinciso con quella di Paderno, l’unico centro abitato di un certo rilievo nelle vicinanze. La località Cavaione, dalla quale ha preso nome il parco, è l’edificio rurale che ancora oggi si trova immediatamente di fronte all’ingresso principale e collegato a esso da un lungo filare di cipressi interrotto dalla strada.

E non è tutto, le aree verdi bolognesi sono molte di più. Dai Giardini di via Filippo Re, all’orto Botanico, al parco di villa Angeletti e dei Gessi e calanchi dell’Abbadessa. Fino a quello di Villa Ghigi, al giardino di Villa delle Rose e tanti altri. Qui trovate informazioni dettagliate su ciascun parco, corredate di mappa.