Oggi si parla dei 5 esercizi “tibetani”

Angolo Yoga del Viaggiatore
20 Febbraio 2019
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Il nome non ti dice molto?

Beh probabilmente stai facendo la stessa faccia che feci io 9 anni fa quando me ne parlarono.

Anzi, sentendo il nome ero un po’ prevenuto. Non amo chi usa nomi esotici, ma i 5 tibetani funzionano. Davvero.

Nati nel 1939 da un lungimirante ( in tutti i sensi appunto) militare in servizio in india viene a conoscenza di questo rituale mattutino che alcuni abitanti del luogo usano fare. Approfondisce al punto di scriverne un libro.

Veniamo a noi. Ti spiego sommariamente di cosa si tratta:

1)Primo esercizio tibetano: consiste nel ruotare su se stessi, un po’ come i Dervishi rotanti o Maulawiyah, i musulmani seguaci del Mahdi, che ruotano su se stessi centinaia di volte durante i riti religiosi. I Lama invece eseguono il volteggio circa 12 volte in modo da stimolare a sufficienza i centri energetici. ( andateci piano perchè gira la testa)

2)Secondo esercizio tibetano: da una posizione supina si solleva la testa e simultaneamente le gambe verso l’alto per poi riportare entrambe a terra, inspirando. (addominali)

3) Terzo esercizio tibetano: in ginocchio, mani appoggiate sui glutei, mento al petto. Inspirando si inclinano testa, spalle e schiena all’indietro. Si apre la bocca inarcando, per distendere meglio i muscoli anteriori del collo, poi si torna in avanti espirando attraverso il naso o la bocca. ( quello che in yoga chiamano cammello)

4)Quarto esercizio tibetano: da seduti con le gambe allungate, schiena eretta, mani appogiate di fianco alle anche, mento contro il petto. Inspirando si sale “a ponte”.Si torna a terra espirando. Per tutto l’esercizio i glutei devono essere ben attivi e le ginocchia vicine quando si sale.

5) Quinto esercizio tibetano: Molto simile alla posizione yoga Adho mukha svanasana (Posizione del Cane che guarda indietro Cane verso giù). Si parte proni, toccando terra solo con mani e dita dei piedi, in posizione sospesa con il resto del corpo. Inspirando si solleva il bacino, le gambe e le braccia rimangono dritte in modo da formare con il corpo una sorta di V capovolta. Si torna verso il basso senza toccare terra con il tronco e portando la testa all’indietro.

Ora tocca provare…

Settimana prossiamo parliamo di Bologna di Fico.

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